Passione Bushcraft. Intervista a Francesco Lorenzetti

bushcraft waterproof notebook

Un modo nuovo di entrare a contatto con la natura più selvaggia

In questa intervista scopriamo qualcosa di più sul fantastico mondo del Bushcraft, per i pochi che non lo sanno la disciplina che prevede l’utilizzo di tecniche specifiche per sopravvivere in un ambiente naturale sfruttando le risorse che si hanno a disposizione e limitando al massimo l’utilizzo di dispositivi tecnologici.

Gli appassionati di Bushcraft amano avventurarsi nella natura sapendo di poter contare esclusivamente sulle loro capacità e sulla giusta attrezzatura per sopravvivere, vivendo così a strettissimo contatto con l’ambiente naturale che gli circonda.

Abbiamo parlato di tutto questo con Francesco Lorenzetti, istruttore survival F.I.S.S.S (International Survival Federation). Francesco è un vero e proprio esperto di questa disciplina e ha testato l’utilità dei nostri taccuini impermeabili durante le sue uscite.

Se siete interessati a seguire le sue avventure potete seguirlo su Instagram insieme al suo amico Alex, troverete i link ai loro profili alla fine dell’intervista!

E ora, buona lettura!

  1. Come nasce la tua passione per il bushcraft e il survivalismo?

Penso di essere una delle poche persone la cui passione per questo genere di attività nasce in tenera età. Ho avuto, infatti, la fortuna di trascorrere le lunghe vacanze estive delle scuole elementari e medie distante dalla città, a contatto con la natura, in un vecchio cascinale sopra la città di Massa Carrara, completamente isolato dalle comodità cittadine.
A casa conservo ancora il primo “manualetto di sopravvivenza” che mio padre mi regalò quando avevo 12 anni. Ora che ne ho quasi 37, penso di non aver mai ricevuto un regalo più azzeccato di quello.

  • Descrivici una tua classica uscita, come si svolge, quanto dura, dove vai…

Non ho un’uscita tipo, cerco di variare sempre tipologia, molto dipende, inoltre, dalla stagione dell’anno: in estate prediligo le escursioni in alta montagna. In ogni caso, la tipologia che preferisco è l’uscita esplorativa di più giorni in qualche bosco distante da casa e mai visitato in precedenza, con almeno una nottata trascorsa sotto le stelle in cui mi baso solo su me stesso e su ciò che porto all’interno del mio zaino (uso un 25 litri). Non disdegno tuttavia i classici lavori nel bosco, come i campi di “bushcraft” e le esplorazioni urbane.

  • Quali sono gli strumenti che porti sempre con te, quelli imprescindibili?

Mi rifaccio molto alla scuola americana dell’istruttore Dave Canterboury del quale sto frequentando svariati corsi sia in Italia che, a breve, negli States. Gli oggetti che porto sempre con me, e dei quali non potrei mai fare a meno, sono: il mio coltello a lama fissa, una gavetta metallica, una borraccia, della corda (il classico paracord oppure della bankline), materiale per accendere il fuoco (solitamente per comodità utilizzo un acciarino ma credetemi l’accendino fa ancora la differenza) e un telo poncho.

  • Pensi che il prodotti Atlaua siano utili in determinate situazioni? Ti capita di usarli?

Senza dubbio, annoto spesso tracce di animali o azimut sui taccuini Atlaua e sapere che quelle informazioni non verranno perse anche in caso di maltempo mi rassicura molto. Più di una volta, durante le mie escursioni, sono stato infatti colpito da improvvisi temporali e non sempre è stato possibile creare rapidamente un riparo, pertanto avere con sé un equipaggiamento anti acqua fa davvero la differenza.

  • Sei anche un istruttore, chi si avvicina di più a questa disciplina e cosa cerca chi pratica bushcraft per la prima volta?

Devo ammettere che nei mie corsi di sopravvivenza si iscrivono svariate tipologie di persone, ma la cosa che le accumuna tutte è un innato entusiasmo. Molte di loro non hanno una chiara idea di cosa faremo, o di cosa gli aspetta, ma amano la natura e sono stanchi della vita “davanti al computer” (in pratica sono in fuga dalla quotidianità). Concluso il corso, alcuni di loro continuano a coltivare questa passione ma uno degli aspetti più belli è che spesso, durante questi corsi, si instaurano delle belle amicizie.

  • Raccontaci un aneddoto curioso o divertente che ti è capitato durante una delle tue avventure

Impossibile! Certe cose vanno raccontate per forza attorno al fuoco prima di mettersi a dormire dopo una giornata passata nei boschi, se volete scoprire delle storie incredibili non vi resta che venire insieme a noi durante una delle nostre uscite.

  • Cosa diresti a chi non ha mai praticato bushcraft per convincerlo a provare?


Domanda difficile…conosco molte persone che non uscirebbero dal confort della propria città in nessun caso. Però il fascino di ritornare ad una realtà più semplice, fatta di cose vere, che possiamo toccare e creare, dovrebbe essere un richiamo irresistibile per chi possiede un briciolo di avventura nel cuore.

Profili Instagram:

Francesco: https://www.instagram.com/frankadventure/

Alex: https://www.instagram.com/the_primitive_wanderer/

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