Il viaggio senza meta di Navigatori e Scrittori

La libertà è una conquista continua, per la quale si deve lottare giorno per giorno, inseguendola per tutta la vita. Lo sanno bene i velisti e i marinai, schiavi felici di un’esistenza all’aria aperta circondata dall’acqua e dalle profondità del silenzio rumoroso del mare.

Si dice che il vero appassionato di vela si riconosca subito, contrariamente al proprietario di barca a motore il velista ama il vento, le buriane, gli schizzi e la schiuma delle onde. Uscire in quella che per l’uomo della strada sarebbe una bella giornata è una noia mortale, che priva il velista di tutto quel bambinesco divertimento che risiede nel manovrare la propria barca, in una comunione completa con il vento che gonfia le vele. Daltronde l’irrequietezza fa parte degli uomini che hanno scelto il mare come proprio elemento e non la terraferma,conducendo un viaggio sopra le onde e una parallela traversata dentro se stessi.

“Le traversate in barca a vela si fanno in gran parte a piedi, camminando avanti indietro sulla coperta” Luciano Làdavas

In questo approccio alla vita ritroviamo tante sfumature di pensiero accomunabili alla visione del mondo degli scrittori, anche loro anime inquiete perennemente in cerca di qualcosa che possa riempire il proprio vuoto interiore, attraverso oceani di parole da riversare sulla pagina bianca. Non è certo un caso se da sempre i navigatori, solitari e non, son stati spesso grandi scrittori. La vita marinaresca invita alla scrittura in quei momenti di pace in cui ci si può fermare a riflettere sul proprio viaggio, magari seduti sul ponte di prua in rada a tarda sera, oppure a poppa nel pozzetto in un nuovo porto, mentre si sorseggia un buon whisky tirando le somme di una lunga giornata passata a battagliare con l’imbattibile forza del mare. Il navigatore molla gli ormeggi, lo scrittore apre il quaderno, il navigatore issa le vele, lo scrittore prende la penna, il primo timona, il secondo scrive, ma entrambi fuggono dalla realtà dell’uomo comune, in cerca di qualcosa che neanche loro sanno bene cosa sia, ma consci del fatto che mai come in questo caso l’importante non sia la meta, ma il viaggio.

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